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LINEE GUIDA AUTISMO

AUTISMO

“Nessuno si rendeva conto che non potevo far uscire le parole così come si trovavano nella mia mente”

Katja Rohde “La ragazza porcospino”, 2001

 

L’autismo è un grave disturbo di comportamento causato da problemi di neurosviluppo che alterano nei primi anni di vita la capacità di mettersi in relazione con gli altri, provocando drammatici effetti cognitivi, affettivi e comportamentali.

Il danno avviene prima che il bambino nasca. Le alterazioni interattivo-relazionali sono secondarie.

 

Sono tre le aree che non funzionano: l’area temporo-frontale in cui il danno avviene nell'ultimo periodo pre-natale o nel primissimo periodo post-natale. Quest'area regola l'attenzione, l'associazione, il ragionamento astratto e in parte il linguaggio. Nei soggetti autistici abbiamo deficit dell'attenzione condivisa e del linguaggio. L'attenzione condivisa si sviluppa a 7-8 mesi, i bambini autistici non ce l'hanno innata ma va attivata.

Un'altra area è il sistema limbdico che si forma intorno al terzo mese di gestazione, comprende l'amigdala e l'ipofisi che regolano l'emotività, il controllo involontario dei muscoli e la memoria. Il deficit si traduce nell'interazione sociale e nello scambio emotivo.

Prima dei tre anni c'è una differenza tra il pianto del bambino autistico e quello del bambino normale. Nei bambini autistici il pianto è molto meno modulato, i pianti son più brevi e a livello di percezione sembra un lamento non un pianto.

L'ultima area coinvolta è l'area del cervelletto, c'è una riduzione delle cellule di Purkinje nell'area cerebellare. Il danno avviene nel periodo post-natale. Non funzionano le funzioni esecutive, c'è un problema di pianificazione. Vi sono aree che riguardano il movimento, la postura, l'equilibrio, la simmetria e la pianificazione. Un'alterazione del cervelletto porta anche una rigidità del comportamento e la presenza delle stereotipie.

L'alterazione non riguarda tanto le aree ma le connessioni (lobo temporale, amigdala e regioni frontali) tra di esse. Le reti nel cervello sociale sono zone in strutture diverse che sono coinvolte nell'elaborazione di informazioni di natura sociale.

 

Nuovi criteri per la diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico secondo il DSM-5:

Devono essere soddisfatti i criteri A, B, C e D:  

A. Deficit persistente nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in diversi contesti, non  spiegabile attraverso un ritardo generalizzato dello sviluppo, e manifestato da tutti e 3 i seguenti punti:

1. Deficit nella reciprocità socio-emotiva: approccio sociale anormale e fallimento nella normale  conversazione e/o ridotto interesse nella condivisione degli interessi e/o mancanza di iniziativa nell’interazione sociale.

2. Deficit nei comportamenti comunicativi non verbali usati per l’interazione sociale.

3. Deficit nello sviluppo e mantenimento di relazioni, appropriate al livello di sviluppo (non comprese quelle con i genitori e care-giver).

B. Comportamenti e/o interessi e/o attività ristrette e ripetitive come manifestato da almeno 2 dei

seguenti punti:

1. Linguaggio e/o movimenti motori e/o uso di oggetti, stereotipato e/o ripetitivo.

2. Eccessiva aderenza alla routine, comportamenti verbali o non verbali riutilizzati e/o eccessiva

resistenza ai cambiamenti.

3. Fissazione in interessi altamente ristretti con intensità o attenzione anormale.

4. Iper-reattività e/o Ipo-reattività agli stimoli sensoriali o interessi inusuali rispetto a certi aspetti dell’ambiente.

C. I sintomi devono essere presenti nella prima infanzia (ma possono non diventare completamente manifesti finché la domanda sociale non eccede il limite delle capacità).

D. L’insieme dei sintomi deve compromettere il funzionamento quotidiano.

 

Principali manifestazioni cliniche del disturbo dello spettro autistico:

-deficit comunicativo: produzione (comunicazione verbale: pragmatica, linguaggio eloquio e timbro di voce, comunicazione non-verbale) e comprensione (mancata comprensione del linguaggio, interpretazione letterale del linguaggio e mancata comprensione della gestualità);

-deficit sociale: soggetti inaccessibili, soggetti passivi e soggetti attivi ma bizzarri. Anomalie nell'orientamento e nell'attenzione verso gli altri: comportamenti visivi anomali e mancanza di comportamenti pro-sociali. Anomalie nell'ambito di leggere il comportamento degli altri: problemi nel fare attenzione agli altri e difficoltà nel capire cosa fanno gli altri;

-deficit di immaginazione;

-altre manifestazioni tra cui ansia, anomalie sensoriali ecc.

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© 2017 by Nicola Rocco

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